Ripianamento dei conti Gtt, è scontro tra Comune e Regione

Il piano industriale ha un fabbisogno di 133 milioni di cui solo 108 sono coperti. Chiamparino: “Al momento mancano garanzie sul percorso per mettere in sicurezza l’azienda”
ANSA


Pubblicato il 27/12/2017
Ultima modifica il 27/12/2017 alle ore 19:10
TORINO

«A oggi Gtt ha un creditore solo, e non è il Comune». La frase fulminante dell’assessore ai Trasporti di Torino Maria Lapietra sembra destinata a riaprire il confronto tra la Città e la Regione per il salvataggio di Gtt. Al termine dell’incontro con i sindacati dell’azienda di trasporto pubblico, cui era presente anche la sindaca Appendino, Lapietra e il presidente di Gtt Walter Ceresa fanno il punto. 

Il piano industriale, con il via libera degli advisor, ha un fabbisogno di 133 milioni di cui solo 108 al momento sono coperti. I 25 mancanti spettano al socio unico di Gtt, cioè al Comune, che finora non si è pronunciato. Anzi, Lapietra lascia intendere che la Città tornerà a rivolgersi alla giunta Chiamparino perché non considera sufficiente la transazione sui vecchi crediti di Gtt con Regione: l’azienda reclama 71 milioni, gli accordi a oggi parlano di 25. 

 

LE INCOGNITE  

«Tecnicamente il piano industriale funziona, servirà al rilancio di Gtt ma resta da capire se sta in piedi in termini economici, finanziari e giuridici, e quando sarà chiaro c'è l'impegno da parte di tutti per salvare l'azienda», dice Lapietra. 

 

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Il 3 gennaio sono convocati prima il cda di Gtt e subito dopo l’assemblea dei soci, per il via libera al bilancio 2016 e al piano industriale. Ceresa si dice ottimista: «È stato fatto un lavoro importante per mettere in sicurezza l’azienda». E continua a sperare che si scongiuri il commissariamento della società: «L’applicazione della legge Marzano è una follia, sarebbe un disastro per la città e per i fornitori». Per scongiurarlo bisogna trovare 25 milioni (o 15, secondo Gtt). Soldi che servono entro fine 2018 ma il guaio è che c’è solo qualche giorno di tempo per dire dove li si intende recuperare.  

 

LA REAZIONE DELLA REGIONE  

A stretto giro di posta arriva la reazione, durissima, della Regione. Durante la conferenza stampa di fine anno il presidente Sergio Chiamparino lancia l’ennesimo ultimatum a Palazzo Civico: «Se l’assessore Lapietra pensa che la fonte per risolvere il problema sia la transazione sui crediti, deve sapere che ci sono persone che discutono e quello che esce da lì e che sarà tombale sarà ciò che metteremo sul tavolo. Sempre che ci siano le condizioni, perché al momento mancano garanzie sul percorso per mettere in sicurezza Gtt». Gia, mancano i 25 milioni e per il suo vice Aldo Reschigna «il piano industriale conferma quel che diciamo da mesi, e cioè che il fabbisogno non è coperto per intero. E mettere soldi dentro una società che non ha la certezza di stare in piedi è un reato». Al Comune che batte cassa Reschigna ricorda i 40 milioni sottratti dagli investimenti e stanziati a sostegno di Gtt e i 20 milioni di fatture non scadute e pagate in anticipo per consentire all’azienda di versare stipendi e tredicesime a dicembre. «Invito quindi a non disfare la notte la tela che di giorno faticosamente è stata tessuta».  

Per la Regione serve ora un incontro con Palazzo Civico per capire se ci sono le condizioni per trovare i 25 milioni che mancano. Altrimenti per Gtt si aprirà la strada del commissariamento. 

 

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