E alla fine all’Embraco arrivano i licenziamenti

La procedura riguarda 500 dipendenti, “salvi” per ora 40 addetti amministrativi


Pubblicato il 10/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 14:44
riva di chieri

Il timore c’era da giorni, e oggi, mercoledì 10 gennaio, le comunicazioni di avvio della procedura di licenziamento per gli operai della Embraco di Riva presso Chieri, azienda del gruppo Whirlpool, sono arrivate alle segreterie di Uilm e Fiom. Riguarderanno 497 lavoratori (tra cui 5 dirigenti), «salvi» per ora una quarantina di impiegati dell’amministrazione. Sembra caduto nel vuoto l’appello dell’Arcivescovo Cesare Nosiglia che martedì era stato ai cancelli della Embraco: l’Alto Prelato ha chiesto di incontrare l’azienda che da ottobre, quando ha annunciato che non sarebbero più stati rinnovati i contratti di solidarietà, non ha più offerto margini di trattativa ai sindacati.  

 

 

ANSA

L’arcivescovo Nosiglia all’Embraco  

 

Sindacati che da oggi sono sul piede di guerra. «Giovedì saremo all’Embraco, incontreremo i lavoratori e decideremo un’assemblea che potrebbe essere già venerdì» dicono Dario Basso segretario provinciale della Uilm e Federico Bellono segretario provinciale della Fiom. «Sconcertata» dalla decisione l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, che parla di una scelta «inaccettabile, così come inaccettabile è il modo in cui è stata condotta l’intera trattativa, lasciando per mesi i dipendenti e le loro famiglie nella totale incertezza, senza interloquire in modo positivo con le istituzioni». L’assessora aggiunge che la Regione continuerà a restare al fianco dei lavoratori e del territorio e ad attivarsi affinché, anche attraverso l’imminente convocazione del tavolo ministeriale, sia individuata una soluzione volta a scongiurare i licenziamenti. 

 

«Prima di giungere a questa decisione sono stati attentamente valutati diversi scenari alternativi ma nessuno di questi ha rappresentato una soluzione appropriata per continuare la produzione nello stabilimento» si difende l’azienda, che si dice «pienamente consapevole delle sue responsabilità nei confronti dei propri dipendenti».  

 

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