A scuola di futuro con “e.Do”, il robot per imparare la matematica e la scienza giocando

Debutta Combo, il laboratorio didattico della Fondazione Agnelli, dedicato a studenti dagli 8 ai 18 anni e ai loro insegnati: in un anno saranno coinvolti 2500 giovani da tutta Italia

I ragazzi del Galileo Ferraris con il robot Edo e il vice-presidente della Fondazione Agnelli, John Elkann (Foto Daniele Solavaggione)


Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 13/01/2018 alle ore 07:48
torino

Si chiama «e.Do», è il robot educativo open source di Combo, il nuovo laboratorio didattico della Fondazione Agnelli nato per formare i ragazzi che saranno i lavoratori di domani, aiutarli ad acquisire competenze matematiche, scientifiche e tecnologiche in un modo alternativo e moderno. L’avveneristico centro - finestrone e open space all’americana - è aperto, in via Giacosa, a studenti e scuole di tutto il Piemonte: al momento le prenotazioni coprono fino a Pasqua ma dal 18 gennaio verranno riaperte le iscrizioni.  

 

 

«Ci aspettiamo 2500 studenti l’anno - dice John Elkann, vicepresidente della Fondazione -: da oggi, con Combo, sperimentiamo nuovi modi di imparare e insegnare. I ragazzi potranno apprendere la matematica, la fisica e l’economia con i robot e i docenti scopriranno come insegnare in modo semplice e innovativo le basi delle nanotecnologie e della programmazione».  

 

È pensato per sviluppare una didattica più in linea con le indicazioni europee e con le richieste del mercato del lavoro: «Tra il 2020 e il 2025 il 50% dei profili professionali non saranno quelli di oggi - dice Fabrizio Manca, direttore generale dell’ufficio scolastico regionale - la loro evoluzione dipenderà in gran parte dallo sviluppo delle tecnologie».  

 

 

Entusiasti i ragazzi: oggi alla Fondazione c’era una classe 4ª del liceo scientifico Galileo Ferraris alle prese con piccoli pneumatici da maneggiare con e.Do e poi misurare sul piano cartesiano: «I nostri studi sono sempre molto teorici, è stato stimolante e affascinante prendere dimestichezza con il robot: non avevamo mai visto nulla di simile prima».  

 

Il progetto è frutto del lavoro di Fondazione, Comau e Istituto italiano di tecnologia. E a breve sarà coinvolto anche Google.  

home

home