La discarica di Ghemme è in sicurezza: “Adesso si può chiudere”

Via i sigilli della Forestale. Impianto della Solaria dissequestrato dopo 2 anni


Pubblicato il 12/01/2018
GHEMME

Via i sigilli dalla discarica di Ghemme. Adesso possono partire gli interventi di chiusura e gestione finale dell’impianto. La discarica della Solaria era stata messa sotto sequestro dalla Forestale il 5 febbraio 2016. Provvedimento adottato per due motivi. Anzitutto perché la «Daneco», società milanese che gestiva l’impianto, non aveva nominato un direttore tecnico. Inoltre perché erano slittati i tempi di attuazione del «capping», la copertura delle vasche, indispensabile per impedire la fuoriuscita del percolato.  

 

«Missione compiuta»  

Dopo quasi due anni è arrivato il dissequestro. Enrico Fasoli, presidente del Consorzio Rifiuti Medio Novarese, non ha più l’incarico di custode giudiziale dell’impianto. In compenso l’ente è ormai a tutti gli effetti l’unico controllore della struttura. Quali gli effetti del dissequestro? Fasoli: «Il dissequestro sta a significare che in questo periodo abbiamo lavorato correttamente per la messa in sicurezza dell’area. Abbiamo riattivato la corrente elettrica, con un lavoro di circa tre mesi, e mantenuto la pulizia su tutta l’area. Abbiamo raccolto e trasportato il percolato. Sono stati effettuati tutti gli interventi di manutenzione per evitare e mantenere in efficienza la struttura». 

 

Dal 2008 a oggi: le tappe  

Con il dissequestro si apre una fase nuova, la conclusiva, che dovrebbe portare a realizzare tutte le procedure per coprire in modo definitivo le vasche e poi, per circa 20-25 anni, a svolgere il controllo del cosiddetto «post mortem», per evitare qualsiasi tipo di inquinamento. La discarica non riceve più rifiuti dal 2008 e sull’impianto non ha più nessun compito la «Daneco» che l’ha gestita per molti anni ed è stata definitivamente estromessa dalla Provincia. «Se Daneco vuole entrare perché ha ancora all’interno alcuni mezzi - precisa Fasoli - deve chiedere l’autorizzazione al Consorzio».  

 

Nelle prossime settimane verrà sottoposto al consiglio di amministrazione dell’ente lo studio di fattibilità per chiudere finalmente l’impianto.  

«Il progetto prevede che per la chiusura delle vasche vengano portati circa 190 mila metri cubi di materiale: non rifiuti ma terra. Poi si dovranno coprire le vasche con i teli impermeabili di polietilene che garantiscono un isolamento efficace. Spero che entro cinque, al massimo sei mesi, si possa procedere con la gara per l’affidamento». 

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