General Motors mostra la prima foto dell’auto senza volante: chiesta l’omologazione per il 2019

Una flotta di 2.500 Cruise AV dovrebbe circolare su strada negli Stati Uniti già il prossimo anno per perfezionare i software di gestione della guida totalmente autonoma

L’abitacolo della GM Cruise AV


Pubblicato il 13/01/2018
Ultima modifica il 14/01/2018 alle ore 11:13

Fa un po’ impressione l’immagine in apertura, vero? Non è certo la prima volta che una Casa pensa a un’auto senza volante e pedali: sono svariati i prototipi con fattezze interne simili. Ma questa è la prima volta che un costruttore propone la drastica soluzione in maniera così concretamente vicina alla produzione di serie. E il costruttore in questione è General Motors, che poche ore fa ha diffuso la prima immagine della plancia della sua Cruise AV. Si tratta di un veicolo a guida autonoma di livello 5, cioè dotato di un autopilota così sofisticato da poter fare a meno di comandi fisici che permettano di prendere il controllo del mezzo in caso di necessità. Il sogno proibito delle persone ansiose, quindi.  

 

L’auto inizierà i test sulle strade pubbliche già nel 2019: pertanto GM ha avviato le pratiche per ottenere l’omologazione necessaria dal Dipartimento dei Trasporti americano. Costruita sulla base tecnica della Chevrolet Bolt - l’elettrica che da noi si chiama Opel Ampera-E - l’auto sarebbe già pronta per essere prodotta in serie, secondo quanto asserito da GM: perlomeno per quanto concerne la parte “hardware”, quella relativa alla meccanica e ai sensori. Mentre il software necessiterà di essere perfezionato su strada tramite la raccolta dei dati generati da una flotta di 2.500 Cruise AV: saranno “loro” - tanto vale iniziare a usare i pronomi personali con le automobili, viste le loro future capacità - ad espanderanno le capacità dell’intelligenza artificiale alla guida. 

 

CBALNEXTA

L’amministratore delegato di GM, Mary Barra, con una delle Chevrolet Volt elettriche riadattate per i test di guida autonoma (giugno 2017)  

 

Inutile girarci intorno: l’impatto visivo è “forte”, con la zona dell’ex-guidatore declassata a quella di semplice passeggero (e spettatore). Un sogno per i feticisti della simmetria, confermato pure dal sistema infotelematico del veicolo, dotato di comandi vocali: il touchscreen è posizionato in maniera perfettamente centrale e del tutto in linea con l’impostazione “democratica” della plancia. In futuro agli occupanti dell’abitacolo non resterà che impostare il clima, la propria canzone preferita e godersi il panorama. Che poi è quello che fra qualche tempo faranno pure gli utenti dei cosiddetti “robo-taxi”.  

 

GM la spaccia, a ragione, come una rivoluzione della mobilità, l’anno zero del traffico: secondo il gruppo di Detroit la guida autonoma di massa potrebbe quasi azzerare gli incidenti - nella stragrande maggioranza dei casi, dipendenti dal fattore umano - rendere la guida più efficiente, eliminare le congestioni urbane, e liberare di buona parte dello stress quotidiano uomini e donne di tutto il mondo. Senza contare la libertà di movimento estesa a disabili e persone anziane, che dovranno semplicemente impostare a voce una destinazione da raggiungere. Tutto perfetto. Adesso bisogna solo convincere miliardi di persone a fidarsi di un cervello al silicio.  

 

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