Referendum pro Lombardia: consegnate le 5.228 firme raccolte nel Vco

Ora i funzionari della Provincia hanno 30 giorni per le verifiche


Pubblicato il 17/01/2018
VERBANIA

Sono 5.228 firme («valide e certificate») quelle che martedì 16 Valter Zanetta e Luigi Spadone, presidente e vice del comitato per il passaggio del Vco in Lombardia, hanno consegnato al presidente della Provincia Stefano Costa.  

Inizia così la procedura per portare i cittadini del Verbano Cusio Ossola al referendum, che i sostenitori ipotizzano per la primavera del 2019. Unendo il referendum al voto per regionali e amministrative, certo, si taglierebbero i costi (la Provincia in cassa non ha i 3-400 mila euro preventivati come spesa) e si avrebbe certezza su una buona partecipazione, ma lo statuto dell’ente non prevede questa possibilità. All’articolo 9 dice espressamente che i referendum consultivi di iniziativa popolare «non si possono tenere in concomitanza con altre operazioni di voto provinciali e comunali». Vero, si potrebbe modificare lo statuto, sempre che si trovi una maggioranza d’accordo su questo particolare non secondario. 

 

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Intanto il quesito è già stato declinato nella formula: «Vuoi che il territorio della Provincia del Verbano Cusio Ossola sia staccato dalla Regione Piemonte e aggregato alla Regione Lombardia, ai sensi dell’art. 132 comma secondo della Costituzione?». Lo riporta la relazione con cui il comitato promotore ha accompagnato il deposito delle firme, raccolte tra il 16 ottobre e il 24 dicembre agendo su due fronti: con i banchetti nelle piazze e con la sottoscrizione negli uffici comunali.  

 

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Le firme dei cittadini che si sono recati nei municipi sono state 2.218. Tra loro anche quelle di 21 sindaci, «e ce ne sono anche del Pd» sottolineano i promotori. Domodossola, Santa Maria Maggiore, Baceno e Pallanzeno i Comuni in cui si è riscosso più sostegno all’iniziativa. 

 

 

Con 28 gazebo - a Domodossola, Verbania, Villadossola, Stresa, Gravellona, Omegna e Cannobio - si è invece arrivati a quota 3.010 firme «debitamente autenticate». Si è così andati oltre il quorum di 5 mila stabilito dallo statuto provinciale, necessario per portare in Consiglio la richiesta. Centrato anche l’altro criterio richiesto: raccolta firme di residenti in almeno 15 Comuni (una settantina) e superiori al 3% degli iscritti nelle liste elettorali di ciascuno. Obiettivo, questo, raggiunto in 36 realtà comunali, con apice a Formazza, dove su 385 elettori hanno firmato in 60 pari al 15,58%. La media distribuita su tutti i 76 Comuni è stata invece del 3,59%. 

 

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